lunedì 14 aprile 2014

UN AUTORE AL MESE : HANS CHRISTIAN ANDERSEN

Buonasera lettori! Un autore al mese è una rubrica a cadenza mensile dedicata ad un autore o ad un autrice in particolare.
Per il mese di Aprile ho scelto di parlarvi di Hans Christian Andersen, uno scrittore che ha segnato l'infanzia di tanti bambini con le sue famosissime fiabe.
Il 2 aprile infatti, è la data del suo compleanno. Quale modo migliore per omaggiarlo?

BIOGRAFIA DI  HANS CHRISTIAN ANDERSEN

« Non importa che sia nato in un recinto d'anatre: l'importante è essere uscito da un uovo di cigno. »
(Il brutto anatroccolo)

Hans Christian Andersen ( 2 aprile 1805 – Copenaghen, 4 agosto 1875) è stato uno scrittore e poeta danese, celebre soprattutto per le sue fiabe. Tra le sue opere più note vi sono La principessa sul pisello (1835), Mignolina (1835), La sirenetta (1837), Il soldatino di stagno, Il brutto anatroccolo e La piccola fiammiferaia (1845).
Hans Christian Andersen  nasce nei quartieri poveri della città di Odense, in Danimarca, nell'isola di Fionia, figlio di un calzolaio e di Anne Marie Andersdatter, più anziana del marito di quasi quindici anni. L'intera famiglia vive in una singola stanza in condizioni di estrema miseria, nella casa dove già abitava la nonna materna . 
Ad ogni buon conto, cosa non insolita per l'epoca nelle classi povere urbane, la famiglia, oltre che indigente, è segnata da altri disagi sociali e relazionali interni: i genitori di Hans hanno una bisnonna in comune; la nonna materna ha avuto tre figli fuori dal matrimonio, tra cui la madre di Hans Christian; il nonno paterno è disturbato psichicamente e lo scrittore temerà a lungo di aver ereditato tale tara, mentre la zia materna gestisce un bordello.
La vita a Odense, città di provincia, è ancora del tutto regolata da una sorta di "naturalità" tipica del mondo agricolo, imbevuta di vecchie tradizioni, superstizioni, governata da comportamenti secolari immutati e, a suo modo, scevra dalle convenzioni borghesi e delle classi agiate emergenti,
Anche grazie al padre, i primi anni di Hans Christian sono ricchi di frequentazioni letterarie e sollecitazioni fantastiche. Egli gli legge sovente brani di commedie di Johan Ludvig Heiberg e racconti tratti da Le mille e una notte. Di conseguenza, il bambino passa gran parte del tempo a mettere in scena spettacoli in un suo teatrino delle marionette; spesso si tratta di opere teatrali dello stesso Holberg, Shakespeare e altri autori, imparate a memoria oppure completamente create da lui. La madre, dal canto suo, asseconda questo tipo di rapporto e, pur essendo analfabeta, intrattiene spessissimo il figlio con racconti popolari e narrazioni di leggende tradizionali. Forse ancor più del padre, crede nelle possibilità del figlio, ritenendolo segnato dal destino: probabilmente, soprattutto in ragione della profezia di una vecchia strega del paese che le ha predetto: "Un giorno Odense si illuminerà a festa per ricevere tuo figlio". Andersen è a conoscenza di questa fausta predizione.

LE FIABE
Nel 1835 appare la prima pubblicazione di Fiabe (Eventyr), che costituiranno la sua produzione più importante, sebbene non subito riconosciuta come tale.
Parlando della fiabe vere e proprie, o tali considerate, le ispirazioni sono diverse: folklore popolare, racconti per l'infanzia, fiabe, novelle tradizionali, dove la materia esistente è a volte lasciata senza modifiche sostanziali (Principessa sopra un pisello, I vestiti nuovi dell'Imperatore), oppure viene trattata come semplice spunto (la stragrande maggioranza dei casi) e rielaborata sulla base di invenzioni personali (ad esempio La Regina delle nevi, Compagno di viaggio) dando vita, per la prima volta, alla fiaba d'autore, propriamente intesa, o per meglio dire contemporanea.
Stupefacente e innovativo rimane, in ogni caso, l'approccio, da uomo disincantato, ma al contempo fiducioso, pervaso di un candore infantile nell'abbandono alle proprie sensazioni ed emozioni. Andersen crede in ciò che magicamente si anima nelle trame che viene creando, sorridendone, ma ugualmente convinto della loro "possibile" esistenza in un mondo governato, in fondo, da una benigna volontà provvidenziale.

LE FIABE PIU' BELLE

    L'acciarino magico o L'acciarino ,1835

    La principessa sul pisello, 1835

    Pollicina o Mignolina, 1835 - 1836

    La sirenetta,1837

    I vestiti nuovi dell'imperatore,1837 - 1838

    L'intrepido soldatino di stagno,1838

    I cigni selvatici, 1838

    L'elfo della rosa,1839

    Il brutto anatroccolo, 1843 - 1845

    La regina delle nevi, 1844 - 1846

    Le scarpette rosse, 1845 - 1846

    La pastorella e lo spazzacamino,1845 - 1846

    La piccola fiammiferaia, 1845 - 1847

    La rosa più meravigliosa del mondo, 1851-1852

    Cinque in un baccello, 1852 - 1853

    La fanciulla che calpestò il pane ,1859

    L'uomo di neve,1861

3 commenti:

RobbyRoby ha detto...

che bello questo post.
La sirenetta è una fiaba che mi piace molto. Anche i vestiti nuovi dell'imperatore mi piace. Ok anche per il brutto anatroccolo. Una fiaba per me triste è la piccola fiammiferaia.

Anita Blake ha detto...

La piccola fiammiferaia mi faceva piangere :-( sono contenta che ti sia piaciuto il post!

Annalisa Lupo ha detto...

I vestiti nuovi dell'imperatore mi ha sempre fatto ridere, e il brutto anatroccolo è davvero carina... Ma l'intrepido soldatino di stagno è una delle più belle ^-^