venerdì 14 febbraio 2014

UN AUTORE PER SAN VALENTINO : JACQUES PREVERT E LE SUE POESIE


Buongiorno lettori! Oggi è San Valentino, la giornata dedicata agli innamorati , una festa che non tutti apprezzano, ma che ho deciso di festeggiare lo stesso, proponendovi l'opera e la vita di uno dei miei poeti preferiti : Jacques Prévert .
Sfortunatamente, nei mesi scorsi è saltato l'appuntamento con "Un autore al mese", una rubrica dedicata agli scrittori e alle loro opere che non ho avuto proprio tempo di seguire.
Da questo mese in poi, ho deciso di riprenderla e d'inaugurarla con questo bravissimo autore.

Biografia

Jacques Prévert nasce il 4 febbraio nel 1900 nel dipartimento della Hauts-de-Seine, da famiglia borghese.
In Bretagna trascorre alcuni anni della sua infanzia e le tradizioni popolari bretoni eserciteranno sulla sua opera una grande influenza. Prévert si dimostra fin dalla più giovane età amante della lettura e dello spettacolo. A quindici anni, dopo aver frequentato le scuole a Parigi e ottenuto la certificazione di studi, inizia a guadagnarsi da vivere con piccoli mestieri, come quello ai grandi magazzini Le Bon Marché.
I suoi primi testi risalgono al 1930 quando il poeta li pubblica sulla rivista Bifur Souvenirs de famille on l'ange gardechiourme (Ricordi di famiglia ossia l'Angelo aguzzino). L'anno seguente sulla rivista Commerce, dove lavora Giuseppe Ungaretti come redattore, esce il Tentative de description d'un diner de têtes à Paris-France (Tentativo di descrizione di un banchetto a Parigi, Francia) e recita in un film di Marc Allégret, Pomme de terre.
Tra il 1932 e il 1936 Prévert svolge un'intensa attività teatrale, lavorando con la compagnia "Gruppo d'Ottobre", della Federazione Teatro Operaio, che intende promuovere un "teatro sociale".
Prevert nel 1948, cade da una finestra degli uffici della Radio e precipita sul marciapiede dei Champs-Elysées rimanendo in coma per diverse settimane. Ripresosi si trasferisce con la moglie e la figlia a Saint-Paul de Vence, dove rimane fino al 1951.
Nel 1955 ritorna a Parigi, pubblica una nuova raccolta di poesie, La pluie et le beau temps e si dedica ad una nuova attività artistica, quella del collage, che esporrà nel 1957 alla galleria Maeght a Saint-Paul de Vence. Nel 1956 il poeta pubblica il volume Miró con G. Ribemont-Dessaignes, con delle riproduzioni di opere di Mirò. Nel 1963 pubblica un nuovo volume di poesie, Histoires, et d'autres histoires. Nel 1966 esce l'opera Fatras, con 57 suoi collages.
Negli anni successivi si stabilisce nella sua dimora di Omonville-la-Petite, nel dipartimento della Manche, ma colpito da grave malattia conduce vita ritirata ricevendo solamente alcuni dei suoi più cari amici, come Yves Montand, Juliette Greco, Raymond Queneau, il regista Joseph Losey, l'attore Serge Reggiani e pochi altri. L'11 aprile 1977 Prévert muore a Omonville-la-Petite, di cancro al polmone destro.

Poetica

La poesia di Prévert è una poesia scritta per essere detta e quindi più parlata che scritta, fatta per entrare a far parte della nostra vita. Ciò che esce con prepotenza è il concetto di amore come unica salvezza del mondo, un amore implorato, sofferto, tradito, ma alla fine sempre ricercato. Una gioia che coincide con la nascita e con la vita, e a sua volta con la primavera le grand bal du printemps e anche con la figura del bambino, la sua semplicità e gioia che si ribella alle istituzioni, come la scuola, quel posto dove "si entra piangendo e si esce ridendo" . Come già detto il ribellarsi alle istituzioni e la voglia estrema di libertà si ritrova pienamente nell'immagine dell'uccello, più volte presente nella poesia di Prévert. L'amore non si può incatenare o forzare, è quanto di più spontaneo esista al mondo, chiunque provi ad istituzionalizzarlo o a sottometterlo finisce inevitabilmente per perderlo "je suis allé au marché aux esclaves mais je ne t'ai pas trouvée mon amour", anzi quando si prova l'amore, quello vero non vi è neanche il desiderio di incatenarlo, è spontaneo, libero, come quello de I ragazzi che si amano.

Dopo avervi presentato l'autore, vi lascio con alcune indimenticabili poesie che ho trascritto sulle pareti della mia camera, tanto mi sono piaciute.

I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore

Tre fiammiferi accesi

Tre fiammiferi accesi
Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L'ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.

Fiesta

E i bicchieri erano vuoti
e la bottiglia in pezzi
E il letto spalancato
e la porta sprangata
E tutte le stelle di vetro
della bellezza e della gioia
risplendevano nella polvere
della camera spazzata male
Ed io ubriaco morto
ero un fuoco di gioia
e tu ubriaca viva
nuda nelle mie braccia

Le sue poesie sono davvero splendide e spero tanto che questo piccolo angolo letterario, dedicato all'amore, vi sia piaciuto.

Buon San Valentino a tutti!
Anita

3 commenti:

Ilenia T.D. Lemon ha detto...

'I ragazzi che si amano' è una delle mie poesie preferite in assoluto.

Siannalyn ha detto...

Quoto il commento di Ilenia, "i ragazzi che si amano" è veramente splendida :)

Anita Blake ha detto...

Sono contentissima Che vi siano piaciute! Anche Io adoro quella poesia in particolare 😃